venerdì 23 ottobre 2009

CEMENTO, ANCORA CEMENTO

Nel cemento che tiene uniti mattoni come quelli che io vedo impilare c'è maleducazione, arroganza, Dispetto (e lo scrivo con la maiuscola) delle norme di civiltà. Dal cemento che posso vedere intorno a me, s'emana odore di sporco, di denaro arraffato, di imbroglio cammuffato e imparruccato, incipriato ma ancora ben riconoscibile.
Sono un'idealista, ma non sono stupida e capisco benissimo quello che accade, i meccanismi di un sistema che scrive regole per poterle scavalcare e deridere.
Le risate di chi non ha rispetto di nulla e tanto meno della sensibilità di persone come me, le riconosco da molto tempo e ho imparato a compatirle.
Le compatisco, ma non le posso nè voglio accettare come inevitabili.
Questi ghigni non scalfiscono che superficialmente la mia fede e umiliano invece le persone che se li possono permettere. Il loro sarcasmo, nel processo insondabile che è la vita, verrà scontato e punito.
Ne ho certezza. Sempre il cerchio si chiude. Per tutti.
E, per finire, io da molto tempo non credo nella giustizia e tanto meno in chi ha responsabilità di applicarla. La Giustizia come la intendiamo noi che CI CREDEVAMO, non è fatta di parole e amenicoli vari, articoli stropicciati e riscritti. È ben altra cosa.

Nessun commento:

Posta un commento