venerdì 30 ottobre 2009

STANCHEZZA

















Sono addolorata.
Sono delusa.
Sono anche arrabbiata.
Sono stanca, davvero stanca, stanchissima.
La cosa positiva è che non sono stanca di me.
Non sono stanca della vita.
Non sono stanca di lottare...
un po' abbattuta, ma rimango tigre...
Sono arcistufa di vedere, sentire, leggere
stupidaggini e bugie.
Smettiamo di parlare, gridare, litigare.
Guardiamoci dentro prima di azzannare chi ci sta accanto.
La cattiveria, il desidrio smodato di potere,
la fame del possesso
logorano,
confondono,
distruggono.
E noi ci stiamo logorando, confondendo, distruggendo...
da soli...
Facciamola finita di ragionare con lo stomaco.
Smettiamola di offendere e calunniare
chi non la pensa come noi.
È storia vecchia: ci provano dalla notte dei tempi.
E quello che viviamo è il risultato:
un mondo in cui ci si ubriaca
di talkshow demenziali,
pubblicità del nulla, informazioni "disinformate",
panzane travestite da notizia, gossip a buon mercato,
politici che hanno il buontempo di svagarsi in bordelli...
a nostre spese,
associazioni come bunker...
che non ci si confonda una con l'altra...
E poi mi fermo, per non fare la predica!
Io ho voglia di lottare...
io che mi voglio bene così come sono,
che non cerco ricchezza o successo,
che con poco più di mille euro al mese ci vivo,
io che vorrei
SOLO
un mondo migliore da lasciare a chi vivrà dopo di me.


mercoledì 28 ottobre 2009

STANCHEZZA















Eccomi qui! Vedete come sono ridotta?
Battaglia continua per vivere ed eccomi, ko, stravolta, incredula.
Ho bisogno di coccole e di sostegno anch'io ogni tanto
e ogni tanto sono tentata di credere a chi sostiene
che E' MEGLIO LASCIAR PERDERE sogni, ideali, speranze
e deporre le armi.
Beh, per ora riposo e poi se ne riparla...

venerdì 23 ottobre 2009

SOGNO













Sognare... sono capaci quasi tutti...
Credere ai sogni è un'altra faccenda... un poco più complessa.
Crederci quando tutti non lo fanno è una vera impresa, ma ne vale la pena.

CEMENTO, ANCORA CEMENTO

Nel cemento che tiene uniti mattoni come quelli che io vedo impilare c'è maleducazione, arroganza, Dispetto (e lo scrivo con la maiuscola) delle norme di civiltà. Dal cemento che posso vedere intorno a me, s'emana odore di sporco, di denaro arraffato, di imbroglio cammuffato e imparruccato, incipriato ma ancora ben riconoscibile.
Sono un'idealista, ma non sono stupida e capisco benissimo quello che accade, i meccanismi di un sistema che scrive regole per poterle scavalcare e deridere.
Le risate di chi non ha rispetto di nulla e tanto meno della sensibilità di persone come me, le riconosco da molto tempo e ho imparato a compatirle.
Le compatisco, ma non le posso nè voglio accettare come inevitabili.
Questi ghigni non scalfiscono che superficialmente la mia fede e umiliano invece le persone che se li possono permettere. Il loro sarcasmo, nel processo insondabile che è la vita, verrà scontato e punito.
Ne ho certezza. Sempre il cerchio si chiude. Per tutti.
E, per finire, io da molto tempo non credo nella giustizia e tanto meno in chi ha responsabilità di applicarla. La Giustizia come la intendiamo noi che CI CREDEVAMO, non è fatta di parole e amenicoli vari, articoli stropicciati e riscritti. È ben altra cosa.

giovedì 22 ottobre 2009

NULLA VA PERDUTO


















Ho letto, nemmeno ricordo dove, che un blog poco visitato non ha senso. E perchè non dovrebbe?
Inviare parole da queste pagine è un poco come inserire un messaggio in una bottiglia che lasceremo al mare e alle sue correnti. Non è detto che qualcuno la possa raccogliere, nè abbiamo certezze che la missiva possa essere leggibile nel momento del ritrovamento... Forse chi ha ripescato la bottiglia non avrà coraggio di aprirla per estrarre il foglio arrotolato.
Se qualcuno leggerà le nostre parole, le terrà per sè? Le porgerà ad altri? Le scorderà poco dopo?
Un messaggio che sentiamo di dover condividere deve essere spedito... Nulla va perduto... Nulla va perduto. ..Nulla va perduto...
Il ciclo incomprensibile e magico troverà il modo di essere... Non importa in quale luogo o tempo. Non importa...
Nulla va perduto...

La serenità

La serenità nasce e cresce dentro di noi e non giunge dal nulla così come non finisce nel nulla.
La serenità produce frutti non sempre dolcissimi ma è feconda.
La serenità si può trasmettere, anche se pochi la coglieranno perchè non abituati a guardare negli occhi.
La serenità non fa rumore e non si pavoneggia.
La serenità spesso si veste di lacrime.

mercoledì 21 ottobre 2009

Vorrei gridare il mio dolore e negare l'esistenza di tanta bruttura dentro e intorno a me.
Ho sempre pensato che Caino fosse il fratello cattivo, l'umanità lontana dal mio sentire.
Mi sono schierata comodamente dalla parte di Abele, il buono, l'indifeso.
E ho assistito e assisto ogni giorno alla sua morte, rimanendo a braccia conserte.
Oggi no, oggi sento l'odore del sangue, lo vedo sulle mie mani e posso udire
il silenzio della morte esplodere dentro la testa, nel cuore, nelle viscere.
Oggi capisco di essere io stessa Caino quando rinuncio alla lotta pacifica per un giusto scopo, l'unico giusto scopo: la salvaguardia dell'uomo, di ogni uomo, del suo diritto a essere rispettato, ascoltato, accolto.
Sì, sono Caino e me ne vergogno.
Ma voglio credere che Abele non sia morto dentro e intorno a me.
Devo credere che qualcosa di me possa cambiare.
Devo ritrovare la donna indifesa e umile che nemmeno la bruttura potrà ammazzare.
Devo prendere per mano Caino, vincendo la paura che la sua mano si alzi contro di me.

domenica 18 ottobre 2009

La mia vita
















Le mie figlie
Quando mi è stato diagnosticato il cancro, ho pensato a loro, immediatamente.
Non ho preso in considerazione altro che loro.
Non mi sono preoccupata di poter morire, ma di come fare qualcosa per queste due creature,
la mia vita, la mia carne, il mio cuore.
Ho fermato queste sensazioni in parole che poveramente le descrivono.
Mi sono trovata a rileggerle quelle righe disperate.
Sono felice di non dimenticare il dolore.
I ricordi del mio cuore incrinato aiutano a vivere.

sabato 17 ottobre 2009

Idealista o sognatore
















Ahimè, spesso nella mentalità corrente, l’idealista è confuso con il sognatore, la persona priva di concretezza, lontana dalla realtà.
In tal modo appare semplice sminuire l’ideale stesso, travisandone la natura stessa. L’ideale assume l’aspetto di utopia che per definizione si dice irraggiungibile.
L’idealista al contrario trova nella realtà la base per sviluppare il suo ideale; dal concreto, attraverso il filtro della coscienza propria e civile, giunge al modello di pensiero e comportamento da applicare alla realtà stessa.

Felicità

Io non so davvero cosa sia la felicità. So che sono felice, felice di nulla e di tutto, felice anche quando la giornata va storta, quando il mondo mi schifa nella sua indifferenza arrogante, nella sciatteria di un'umanità che non sa fare altro che correre calpestando i corpi.
E forse la mia non è solo felicità. Forse sono pazza, pazza da legare, da internare e rinchiudere.
Non so... Non so cosa sia la felicità e forse perciò sono felice...

Malinconia

Oggi gira così:sono una donna felice... malinconica...
Ed è colpa mia, solo colpa mia se lo sono...
solo colpa mia...

Oggi gira così:sono una donna felice... malinconica...
Ed è colpa mia, solo colpa mia se lo sono...
solo colpa mia...
Sono malinconica perchè sono cattiva.
Sono cattiva perchè il senso di giustizia
viene deriso, calpestato e io non posso farci nulla...
Non riesco a fare altro che diventare cattiva,
mentre un senso di rabbia morde lo stomaco e mi pugnala il cuore.
Sono cattiva perchè l'impotenza di fronte ai soprusi,
grandi e piccoli, contro il genere umano, la natura, la coscienza
mi fa troppo male... troppo male...
E così il cancro che mi minaccia appare poca cosa
rispetto a tanto, troppo, inconsolabile dolore.
È a quel punto che la malinconia pare svanire, la cattiveria vacilla,
la rabbia sbolle e si ritira sconfitta.
E ritrovo la fede nella speranza,
un motivo per non abbandonare i miei ideali,
il coraggio di vedermi
in tutta la mia imperfetta, sconcertante, umiliata, umana bellezza
di donna in cammino,
il coraggio di credere e di volermi bene.

Bontà


La bontà è disarmante...
Vorrei poterlo pensare... credere... ammettere...
Oggi con un amico si parlava di questo:
l'uomo tende alla bontà... e la bontà alla fine vince.
Io lo pensavo. Lo pensavo seriamente.
Ci credevo. Ci credevo seriamente.
Ora non lo penso e non ci credo.
Esistono persone splendide, generose, buone...
ma vengono calpestate e derise.
Io le sento le loro voci, pacate, educate, ragionevoli, rispettose.
Le posso sentire, nonostante il vociare volgare le voglia sovrastare.
Sento quelle voci, guardo quegli occhi coraggiosi, pietosi, acuti.
E d fronte a essi mi sento disarmata...
Sì, io mi sento così, ma il frastuono violento, arrogante non cessa.
E quel frastuono prepotente, arrogante, perverso
mi lacera e lascia impotente...
E mi disarma...
È la bontà allora che vince?

Il mio blog

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